SERENO ANNO SCOLASTICO!

Risultati immagini per inizio anno scolastico 2018

Cari docenti, personale ATA, alunni e genitori degli alunni,
siamo ai blocchi di partenza di un nuovo anno scolastico e, come ormai da consuetudine, voglio condividere con voi le mie riflessioni. 
Stiamo attraversando un momento in cui il clima sociale e culturale sta mutando ad una velocità impressionante mettendo in discussione talora anche certezze consolidate. 
Lo Stato impone a tutte le scuole di ogni ordine e grado la formazione sulle tematiche di "Cittadinanza e Costituzione", mentre in parallelo tra le otto competenze europee vengono annoverate "Competenza sociale e civica" e "Consapevolezza ed espressione culturale". 
È ineludibile, dunque,

la necessità di prendersi carico di tali compiti nei confronti degli alunni, partendo dai primi 12 articoli della Costituzione Italiana, a tutela dei diritti fondamentali della persona, di ogni persona senza distinzione alcuna.
In un'epoca di limitata generosità culturale è necessario andare per una volta indietro, alle fondamenta della lingua italiana ripartendo dall'uso di "lo" e "l'ho, di "ce" e "c'è"...., del lessico e perfino dell'ortografia e della punteggiatura, perché il pensiero è fatto di parole e solo la padronanza delle parole permette il consolidamento di un pensiero autonomo. 
È necessario andare alle basi della matematica, per acquistare quella familiarità con numeri e grafici che nel prosieguo permetta l'agevole accesso a grafici ed indicatori economici, nonché l'individuazione di modalità di comunicazione non corretta di dati statistici da parte delle fonti di informazione, e ancor più per mutuare dalla stessa matematica l'approccio razionale ai più disparati segmenti della vita.
È necessario che i "nostri" ragazzi imparino a leggere, a cogliere le sfumature dei testi, a costruirsi una propria personale immagine sociale grazie all'acquisizione di un pensiero critico, basato sulla consapevolezza e non su meri slogan. 
È necessario che acquisiscano la "cultura della responsabilità" imparando a considerarsi unici artefici dell'esito, buono o cattivo, di ciascuna delle scelte, importanti o banali, che sono chiamati ad operare ogni giorno. 
È necessario educarli allo sviluppo della capacità di ascolto tra "diversi", alla pratica del dialogo empatico e all'argomentare rigoroso, per dare spazio al confronto, pacato, tra idee diverse. 
È necessario, infine, avviarli al ragionamento, all'analisi critica dei fatti e delle fonti ed alla pacatezza, nel rispetto del patto sociale reciproco fondato sul diritto.
La scuola è il luogo in cui si sperimentano "anticipazioni di società", si costruiscono tessere significative del puzzle della convivenza civile, veri e propri piccoli presidi di democrazia. Le classi possono essere il luogo da cui partire per costruire l'arricchimento reciproco tra "diversi", per bisogni educativi, per estrazione sociale, per quartiere, città o nazione di provenienza, al fine di costruire cammini da percorrere come le cordate di montagna: tutti insieme in mutuo supporto e al passo del più debole. 
È innegabile che la diversità sia anche "fatica", percorso lungo di avvicinamento da affrontare con determinazione e lungimiranza. E' una sfida cui, però, non possiamo sottrarci, che può esprimere nuove energie e ravvivare entusiasmi, volta ad una scuola proiettata verso una società sempre più ricca, stimolante e aperta al futuro, dunque più vivibile e sicura, di una società chiusa in se stessa, impaurita e rancorosa.
E se il ruolo dei docenti è centrale, chiediamo quella sinergia con le famiglie che è fondamentale, perché oggi l'educazione viene prima dell'impegno sociale, largamente screditato tra i ragazzi, nelle mani dei quali, invece, sarà consegnato il futuro.

Sereno anno scolastico a tutti!

Fiorella Florio